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POLIZZA DECENNALE POSTUMA. NULLA LA CLAUSOLA CHE SUBORDINA LA RESPONSABILITA' DELLA COMPAGNIA ASSICURATIVA PER I VIZI DELL'OPERA ALLA PRESENZA DELLA DICHIARAZIONE D'INAGIBILITA'

Giuseppe Donato Nuzzo, Il Sole24ORE – Estratto da “Tecnici24” 24 ottobre 2018


Senza apposita sottoscrizione, è nulla la clausola che subordina la responsabilità della compagnia assicurativa per i vizi dell’opera alla presenza della dichiarazione d’inagibilità e della compromissione della stabilità dell’edificio. Lo ha stabilito il Tribunale di Savona con la sentenza nl. 385 del 6 aprile 2018, che afferma un principio importante sulla “polizza decennale postuma”, l’assicurazione che il costruttore di un immobile è obbligato a stipulare a garanzia dell’acquirente per i difetti di costruzione dell’immobile.


I fatti

Il Tribunale di Savona accertava gravi vizi della costruzione ex art. 1669 c.c., consistenti in un carente isolamento acustico dell’edificio, idoneo a pregiudicare seriamente il normale godimento dell’unità immobiliare. Per tali difetti, condannava in solido a risarcimento oltre 100mila euro tutti i soggetti coinvolti nell’esecuzione dell’opera: il costruttore (che non ha svolto le dovute verifiche di conferma della rispondenza acustica del progetto); del progettista (che non ha prodotto le necessarie), della ditta esecutrice dei lavori (che non ha rilevato le deficienze acustiche del progetto).
Clausole limitative della responsabilità dell’assicurazione. La compagnia assicurativa della ditta costruttrice, chiamata in causa per la manleva dei danni, si opponeva al risarcimento eccependo l’inoperatività della polizza assicurativa. Tale polizza – secondo la società assicuratrice – copriva i gravi difetti costruttivi, definiti a pag. 6 del contratto come “quegli eventi rientranti nella fattispecie dell’art. 1669 c.c., ma purché intervenga la dichiarazione di inagibilità” e a condizione che “sia compromessa la stabilità dell’immobile”.
Secondo il giudice savonese, però, tali condizioni sono nulle, perché derogano al disposto normativo (art. 4 d.lgs. n. 122/2005), che prescindere dalla dichiarazione di agibilità o dalla compromissione della stabilità dell’immobile e, pertanto, necessitano di specifica approvazione per iscritto dell’assicurato ex art. 1341 c.c.; sottoscrizione che, nella fattispecie, manca.
Più nello specifico, le clausole prese in esame fanno riferimento alla necessità della dichiarazione di inagibilità e della compromissione della stabilità; così facendo, introducono una limitazione alla responsabilità dell’assicuratore, dal momento che derogano al chiaro disposto dell’art. 4 della Legge n. 122/2005, che invece prevede soltanto che la polizza in esame deve coprire i danni ex art. 1669 c.c., a prescindere dalla dichiarazione di agilità o dalla compromissione della stabilità dell’immobile. Non essendo tali clausole sottoscritte specificamente, queste non sono efficaci ex art. 1341 c.c.
Il Tribunale ha ritenuto nulla anche l’ulteriore clausola inserita nella polizza, che subordina l’efficacia della garanzia alla realizzazione dell’immobile “a regola d’arte”. Se così fosse – sottolinea il giudice – non ci sarebbe alcuna responsabilità da parte dell’assicurato. I sostanza, il contratto di assicurazione sarebbe nullo per difetto di causa. La delimitazione del rischi, infatti, non può essere tale da escludere del tutto il rischio, perché anche in questo caso il contratto sarebbe nullo ex art. 1895 c.c.