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CASA , MERCATO IMMOBILIARE IN LENTA RIPRESA (MA SOLO NELLE CITTA' DEL NORD)

Casa, mercato immobiliare in lenta ripresa (ma solo nelle città del Nord) L'annuale Osservatorio di Immobiliare.it mostra l'andamento dei prezzi delle case negli ultimi dodici mesi. Ci sono timidi segnali positivi, ma riguardano quasi esclusivamente le grandi città (Roma esclusa) e le province del Settentrione. La città più cara, in ulteriore crescita, resta Firenze. Ma il 2019 potrebbe essere l'anno degli atti Il 2019 potrebbe essere l’anno giusto per acquistare casa. È uno dei messaggi che Immobiliare.it ha voluto lanciare agli italiani attraverso il consueto Osservatorio sull’andamento del mercato. I costi, nonostante i lievi aumenti (a singhiozzo) degli ultimi dodici mesi, non hanno infatti ancora raggiunto le quote pre-crisi e i tassi dei mutui non sembrano essere stati toccati più di tanto dalle incertezze sulla stabilità economica del nostro Paese. Un settore, quello degli immobili a uso residenziale, che dunque lascia aperte opportunità da sfruttare. L’importante è scegliere con cura la città e la zona d’Italia. Città che vai prezzi che trovi Perché i dati emersi dal report mostrano un’Italia spaccata da una frattura sempre più ampia tra grandi città (specie del Nord) e piccole province (soprattutto dell’area appenninica, forse a causa del rischio sismico). Se, infatti, a livello nazionale il 2018 si è concluso con l’ennesimo calo dei prezzi (-0,8 per cento rispetto allo stesso momento del 2017), orientando la bussola verso Nord si notano alcuni segni di ripresa: le cifre sono sostanzialmente stabili (-0,1 per cento su base annua) ma in determinate zone la crescita è davvero consistente. Se invece ci concentriamo sulle regioni del Sud e del Centro, la scarsa richiesta ha fatto crollare le pretese di chi vende, rispettivamente dell’1,5 per cento e dell’1,4 per cento. Eccolo il solco in cui inserirsi per comprare. Sud e Isole A “zavorrare” il Centro-Sud sono soprattutto i capoluoghi dalle dimensioni contenute (sotto i 250 mila abitanti, dappertutto, i prezzi sono scesi in media dell’1,1 per cento). I cali più vistosi dei listini si registrano proprio in cittadine come Campobasso (dove la picchiata, in un anno, è del -9,3 per cento) o come L’Aquila, Potenza e Ancona (accomunate da tagli consistenti: tra il -6,5 per cento e il -6,9 per cento). Ma è tutto il meridione a “soffrire”; stabili solo Napoli (+0,1 per cento) e Cagliari (prezzi invariati). Neanche la Capitale riesce a rialzarsi: Roma non segue le altre città più abitate e, pur essendo la terza in termini assoluti (3.173 euro al metro quadro), paga un -1,8 percento; la musica cambia solo se si isolano i quartieri più ambìti. Mentre la Toscana gioca una partita a sé, visto che Firenze si conferma la città più cara d’Italia e con la crescita dei prezzi più elevata (3.705 euro al metro quadrato di media, +5,2 per cento rispetto alla fine del 2017). Il Nord del Paese Le province settentrionali, al contrario, si difendono quasi tutte. A prescindere dalla presenza di città con più di 250 mila abitanti, che in termini generali sono le uniche a potersi considerare in via di guarigione (+0,4 per cento). La crescita maggiore si registra a Venezia (+5 per cento), seguita a ruota da Trento (+3,8 per cento) e Bologna (+3,7 per cento). Molto buono anche il bilancio di Trieste (+2,6 per cento) e Aosta (+1,5 per cento). Quasi scontato il rendimento di Milano: nonostante prezzi già elevati, le richieste immobiliari hanno portato a un ulteriore +2,7 per cento (ora siamo attorno ai 3.322 euro/mq, secondo posto della classifica). Unica eccezione Torino (-1,6 per cento). Perché quello di Genova è un caso a parte: qui, probabilmente, il crollo del Ponte Morandi è stato come una ghigliottina (-5 per cento). Orizzonte affitti Ma l’Osservatorio della nota piattaforma online non si limita alle statistiche, cerca anche di guardare avanti, provando a individuare cosa potrebbe accadere nel 2019. Oltre alla già citata possibilità di approfittare del momento per tentare di “fare l’affare”, uno dei trend in ascesa è quello degli appartamenti di nuova costruzione, soprattutto per le compravendite “in sostituzione”: secondo la stessa Immobiliare.it, chi lascia la propria casa per acquistarne un’altra, in un caso su 4 prende in considerazione solo gli edifici più recenti. E se, invece, fosse l’anno della consacrazione degli affitti? A Roma e Milano, ad esempio, per la prima volta la domanda di immobili in locazione ha superato quella di abitazioni in vendita. Una scelta non necessariamente indotta da necessità economiche: da molti è vista come la chiave per sistemarsi in case di “livello”. Il che potrebbe però portare a un aumento dei canoni.